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Università Internazionale Delle Nazioni Unite per la Pace

Cerimonia Apertura Expo Pavilion

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CONFERENZA STAMPA INAUGURAZIONE EXPO 2017 – ZHENGZHOU

Presidente Mattarella
Presidente Mattarella
Presidente Mattarella
Presidente Mattarella
Presidente Mattarella
Presidente Mattarella

ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI

 

Il decreto legge 193 del 22 ottobre 2016 dal titolo “disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili” all’art. 6 definisce termini e modalità della cosiddetta “rottamazione delle cartelle esattoriali” (definizione agevolata dei ruoli).
Vengono, in estrema sintesi, stralciate le sanzioni, gli interessi di mora e gli interessi di dilazione. Restano però dovuti la sorte capitale (il tributo o contributo originariamente dovuto e iscritto a ruolo), gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e l’aggio esattoriale oltre alle spese di eventuali procedure esecutive.

La rottamazione aperta dal decreto legge 193 del 2016 è piuttosto conveniente per il contribuente. Resta però qualche criticità circa la dilazione del pagamento che è piuttosto breve (al massimo 4 rate) su somme che possono essere anche molto elevate.

Importi iscritti a ruolo che rientrano nella rottamazione

Innanzitutto sono ammessi alla rottamazione tutti i ruoli affidati all’ente di riscossione nel periodo compreso dal 2000 al 2015, incluse le somme derivanti da avvisi di accertamento esecutivi e avvisi di addebito dell’Inps, per le quali la fase della formazione del ruolo non è prevista. Sono inclusi i ruoli in contenzioso tributario ma per questi ultimi è prevista, in caso di accesso alla rottamazione, la rinunciare ai giudizi pendenti.

Ai fini dell’individuazione dei tributi e dei contributi ammessi alla rottamazione (definizione agevolata) vi rientrano tutte le somme riscosse tramite ruolo, di natura sia patrimoniale che tributaria, compresa l’IVA. Vi rientrano inoltre anche i tributi comunali e regionali. Anche le sanzioni aventi natura contributiva riconducibili all’Inps, alle Casse Private o ad altri enti di previdenza e assistenza sembrerebbero essere interessate dallo stralcio delle sanzioni visto che dalla lettura dell’art.6 del D.L. non si ravvedono preclusioni in tal senso.

Importi iscritti a ruolo che non rientrano nella rottamazione

Restano espressamente escluse le risorse comunitarie quali i dazi e le accise, l’iva all’importazione, le somme recuperate per aiuti di Stato, i crediti da condanna della Corte dei Conti, le sanzioni pecuniarie di natura penale, le sanzioni per violazione del codice della strada.

La procedura

E’ necessario, al fine di accedere alla rottamazione delle cartelle, presentare un’apposita istanza entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge con l’impegno esplicito a rinunciare al ricorso. Il termine ultimo per la presentazione della suddetta istanza è fissato per il 23 gennaio 2017.

Successivamente alla presentazione dell’istanza l’agente della riscossione comunica al debitore gli importi dovuti suddivisi per il numero di rate da questi prescelto. Si ricorda che le rate possono essere al massimo quattro e su queste sono dovuti gli interessi da dilazione nella misura del 4,5 % annuo. Le prime due rate saranno pari ad un terzo ciascuna delle somme complessivamente dovute, mentre la terza e la quarta saranno apri ad un sesto ciascuna e dovranno essere pagate rispettivamente entro il 15.12.2017 e 5.03.2018. Il pagamento può essere fatto, a scelta del contribuente, con tre diverse modalità alternative tra loro : mediante domiciliazione bancaria, mediante bollettini precompilati, direttamente allo sportello Equitalia.

La presentazione dell’istanza di rateizzazione vale come “espressa manifestazione di volontà” pertanto nel momento in cui si riceve la comunicazione di Equitalia con l’accettazione del piano e il debitore non paga nei termini una qualsiasi delle rate previste, la rottamazione decade e il debito residuo non potrà più essere rateizzato.

E’ opportuno, pertanto, che i contribuenti che si ritrovino delle rateizzazioni in corso con dilazioni molto ampie (6 anni o 10 anni per esempio) valutino attentamente la sostenibilità del nuovo piano. Presentare un’istanza per l’accesso alla rottamazione ha come effetto, sui piani in corso di rateizzazione, quello di farli decadere. La decadenza dal nuovo piano ha come effetto non solamente quello di non poter beneficiare del taglio delle sanzioni ma anche quello di non poter più essere oggetto di un nuovo piano di rientro e l’impossibilità a ripristinare la dilazione iniziale.

Effetti derivanti dalla presentazione della domanda

Dal momento della presentazione della domanda è inibita, da parte di Equitalia, sia l’adozione di nuove misure cautelari quali il fermo e l’ipoteca, sia l’adozione di nuove procedure esecutive. E’ importante però sottolineare come i fermi e le ipoteche già iscritti restano salvi cosi come risulta essere inefficace l’istanza nei confronti di procedure esecutive che siano nella fase finale. Saranno inoltre sospesi tutti i termini perentori di prescrizione e decadenza che lo stesso agente della riscossione è tenuto a rispettare ai fini della notifica dei propri atti e dell’espletamento delle azioni cautelari ed esecutive.