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MODELLO REDDITI PERSONE FISICHE 2017

Cambio di nome per il Modello necessario alla dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2016. Il nuovo modello si chiamerà Redditi Persone Fisiche 2017, Redditi Società di Capitali 2017, Redditi Società Persone 2017 e Redditi Enti Non Commerciali 2017. Il “cambio di nome” è dovuto al fatto che a partire da quest’anno non si potrà più procedere con presentazione unificata di dichiarazione dei redditi e dichiarazione iva. Si ricorda infatti che da quest’anno la presentazione della dichiarazione iva è autonoma ed anticipata al 28 febbraio 2017 rispetto a quella dell’unico.
Principali novità contenute nel Modello Redditi PF 2017
Per l’anno d’imposta 2016 vengono introdotte nuove agevolazioni e detrazioni fiscali relative a casa, lavoro e tempistiche per le dichiarazioni integrative.
Premi di risultato – da quest’anno ai dipendenti del settore privato a cui sono stati corrisposti premi di risultato d’importo non superiore a 2.000 euro lordi o nel limite di 2.500 euro lordi se l’azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, è riconosciuta una tassazione agevolata. Se i premi sono stati erogati sotto forma di benefit o di rimborso di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore non si applica alcuna tassazione altrimenti si applica un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali, pari al 10% sulle somme percepite (quadro RC – rigo RC4);
Regime speciale per i lavoratori impatriati – per i lavoratori che si sono trasferiti in Italia concorre alla formazione del reddito complessivo soltanto il 70 per cento del reddito di lavoro dipendente prodotto nel nostro Paese;
Assicurazioni a tutela delle persone con disabilità grave – a decorrere dal periodo d’imposta 2016, per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave, è elevato a euro 750 l’importo massimo dei premi per cui è possibile fruire della detrazione del 19 per cento;
Erogazioni liberali a tutela delle persone con disabilità grave – a decorrere dall’anno d’imposta 2016 è possibile fruire della deduzione del 20 per cento delle erogazioni liberali, le donazioni e gli altri atti a titolo gratuito, complessivamente non superiori a 100.000 euro, a favore di trust o fondi speciali che operano nel settore della beneficenza;
School bonus – per le erogazioni liberali di ammontare fino a 100.000 euro effettuate nel corso del 2016 in favore degli istituti del sistema nazionale d’istruzione è riconosciuto un credito d’imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate che sarà ripartito in 3 quote annuali di pari importo;
Credito d’imposta per videosorveglianza – è riconosciuto un credito d’imposta per le spese sostenute nel 2016 per la videosorveglianza dirette alla prevenzione di attività criminali;
Detrazione spese arredo immobili giovani coppie – alle giovani coppie, anche conviventi di fatto da almeno 3 anni, in cui uno dei due componenti non ha più di 35 anni e che nel 2015 o nel 2016 hanno acquistato un immobile da adibire a propria abitazione principale, è riconosciuta la detrazione del 50 per cento delle spese sostenute, entro il limite di 16.000 euro, per l’acquisto di mobili nuovi destinati all’arredo dell’abitazione principale;
Detrazione spese per canoni di leasing per abitazione principale – è riconosciuta la detrazione del 19 per cento dell’importo dei canoni di leasing pagati nel 2016 per l’acquisto di unità immobiliari da destinare ad abitazione principale, ai contribuenti che, alla data di stipula del contratto avevano un reddito non superiore a 55.000 euro;
Detrazione IVA pagata nel 2016 per l’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B – a chi nel 2016 ha acquistato un’abitazione di classe energetica A o B è riconosciuta la detrazione del 50 per cento dell’IVA pagata nel 2016;
Detrazione spese per dispositivi multimediali per il controllo da remoto – è riconosciuta la detrazione del 65 per cento delle spese sostenute nel 2016 per l’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative;
Otto per mille all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG) – a decorrere dal periodo d’imposta 2016 è possibile destinare l’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche anche all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG);
Utilizzo credito da integrativa a favore ultrannuale – da quest’anno è possibile indicare l’importo del maggior credito o del minor debito, non già chiesto a rimborso, risultante dalla dichiarazione integrativa a favore presentata oltre il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta successivo.

 

ROTTAMAZIONE DEI RUOLI : PROROGA AL 21 APRILE 2017

Il 24 marzo il Consiglio dei Ministri ha emanato un decreto legge con cui ha posticipato al 21 aprile 2017 il termine di presentazione del modello per aderire alla definizione agevolata (rottamazione delle cartelle esattoriali).
I contribuenti hanno, pertanto, tempo fino al 21 aprile per aderire alla definizione agevolata dei ruoli. Slitta pertanto la scadenza fissata per il 31 marzo per consentire a quanti più contribuenti possibili di aderire alla rottamazione.
Slitta anche il termine concesso al concessionario della riscossione per rispondere ai contribuenti. Si passa infatti dall’originaria scadenza del 31 maggio alla nuova fissata per il 15 giugno 2017.
Restano, invece, confermate le modalità e i termini per effettuare i versamenti.
Meritano un accenno anche le più recenti novità interpretative a partire dalla circolare 2/E/2017 dell’Agenzia delle Entrate nella quale si evidenzia come nella sanatoria rientrino anche i ruoli trasmessi entro la fine del 2016 e presi in consegna da Equitalia al 10 gennaio 2017. Per quanto riguarda gli accertamenti esecutivi resta sempre fermo il principio secondo cui fruiscono dei benefici di legge tutti gli affidamenti materialmente trasmessi entro la fine dell’anno scorso.
Per i soggetti che avevano dilazioni in essere al 24 ottobre scorso, si ricorda che occorre versare tutte le rate scadute a fine 2016. Poiché si tratta di una condizione di accesso alla sanatoria, la condizione che tutte le rate scadenti nel 2016 siano pagate, deve essere verificata entro il termine di presentazione dell’istanza. Pertanto, come peraltro confermato da Equitalia, anche questi pagamenti aventi come scadenza originaria il 31 marzo 2017 sono prorogati al 21 aprile 2017.
La presentazione della domanda di rottamazione costituisce una manifestazione di volontà sufficiente a determinare l’accesso alla procedura. Secondo le indicazioni fornite recentemente da Equitalia è tuttavia possibile revocare l’istanza non oltre la scadenza di presentazione, e cioè entro il 21 aprile.
Per rimediare alla situazione dell’istanza “presentata al buio”, cioè senza conoscere l’importo esatto da pagare, si è stabilito all’art.6, co.8, lettera c) del DL 193/2016 che se non si paga la prima rata del mese di luglio 2017 si può comunque proseguire con il versamento delle rate della dilazione precedente.
Nell’ipotesi di “ripresa” della rateazione precedente alla domanda di rottamazione dei ruoli si pone il problema di come effettuare i pagamenti delle rate sospese in scadenza nei primi mesi dell’anno 2017. Si ricorda infatti che per i debiti inclusi nella domanda di rottamazione i pagamenti suddetti sono sospesi per legge sino a luglio 2017. In assenza di indicazioni ufficiali si ritiene applicabile per analogia l’art.19, co.3-bis, del DPR 602/73. In forza di tale disposizione, in caso di sospensione amministrativa o giudiziale di una dilazione, al termine della stessa il debitore ha diritto di chiedere la ripartizione del carico residuo nel numero di rate non pagate del piano iniziale. In alternativa si può richiedere una nuova dilazione di pagamento. Si ritiene infatti che se ciò vale per le sospensioni giudiziali o amministrative dovrebbe, a maggior ragione, valere per le sospensioni legali.

 

ROTTAMAZIONE DEI RUOLI BIS

La Legge 04.12.2017, n.172 ha modificato nuovamente, rispetto al D.L.148/2017, le modalità di accesso alla procedura di “rottamazione bis” delle cartelle di pagamento. La norma ha introdotto nuovi termini, ha dato la possibilità di aderire alla rottamazione a coloro che non avevano aderito alla prima edizione della definizione agevolata e ha dato la possibilità di rottamare tutti i ruoli affidati all’agente della riscossione entro il 30.09.2017.

In sostanza la L.172/2017 stabilisce che rientrano nell’ambito della rottamazione i carichi affidati all’Agente della Riscossione nel periodo compreso dall’1.01.2000 al 30.09.2017. Fanno eccezione:

  • i carichi “non rottamabili” in base alla legge (art. 6, comma 10, del D.L. n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016). Rientrano tra questi per esempio, le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato oppure i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
  • i carichi interessati da una precedente “rottamazione” (presentata in base al D.L. n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016), che l’Agente della riscossione ha accolto oppure rigettato perché “non rottamabili” in base alla legge (art. 6, comma 10, del D.L. n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016).

Chi intende aderire alla “rottamazione” pagherà l’importo residuo delle somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora.
Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

Il termine ultimo per presentare l’istanza di definizione agevolata (rottamazione bis delle cartelle) all’Agenzia delle Entrate-Riscossione è fissato al 15.05.2018.

Non essendo operazione semplice quella di comprendere la data nella quale un ruolo è stato affidato all’agente della riscossione (si è detto che sono rottamabili tutti i ruoli affidati all’agente entro il 30.09.2017 che è cosa ben diversa rispetto alla notifica al contribuente della cartella esattoriale), la Legge 172/2017 ha imposto all’Agenzia delle Entrate Riscossione l’obbligo di inviare entro il 31 marzo 2018 una comunicazione a mezzo posta ordinaria in cui sono indicati i carichi dell’anno 2017 affidati dagli Enti creditori entro il 30 settembre scorso, per i quali non risulta ancora notificata la relativa cartella/avviso.

Cosa succede dopo aver presentato la domanda

A coloro che hanno presentato la domanda di adesione per carichi relativi al periodo dal 1° gennaio al 30 settembre 2017, Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà inviare una Comunicazione entro il 30 giugno 2018.

  • In caso di accoglimento della domanda la Comunicazione conterrà:l’importo delle somme dovute ai fini della Definizione agevolata, la scadenza delle eventuali rate e i bollettini da utilizzare per il pagamento.
  • In caso di diniego della domanda la Comunicazione conterrà:le specifiche motivazioni, tra quelle previste dalla legge, che non rendono “rottamabile” il debito (cartella/avviso) indicato dal contribuente nella domanda di adesione.

A seguire, sarà possibile effettuare il pagamento in un’unica soluzione oppure in un massimo di 5 rate di pari importo, la prima delle quali entro il 31 luglio 2018 e l’ultima, entro il 28 febbraio 2019.

A coloro che hanno presentato la domanda di adesione per carichi relativi al periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016, Agenzia delle entrate-Riscossione dovrà inviare una comunicazione entro il 30 settembre 2018.

  • In caso di accoglimento della domanda la Comunicazione conterrà: l’importo delle somme dovute ai fini della Definizione agevolata, la scadenza delle eventuali rate e i bollettini da utilizzare per il pagamento.
  • In caso di diniego della domanda la Comunicazione conterrà: le specifiche motivazioni, tra quelle previste dalla legge, che non rendono “rottamabile” il debito (cartella/avviso) indicato dal contribuente nella domanda di adesione.

Il pagamento dovrà essere effettuato in un’unica soluzione o in un massimo di 3 rate:

  • l’80% delle somme dovute in due rate di pari ammontare, rispettivamente entro il 31 ottobre ed entro il 30 novembre 2018;
  • il restante 20%, in un’unica rata, entro il 28 febbraio 2019.

Per coloro, invece, che avevano una rateizzazione in essere al 24 ottobre 2016 e non sono in regola con il pagamento delle rate scadute al 31 dicembre 2016, Agenzia delle entrate-Riscossione dovrà inviare una prima comunicazione entro il 30 giugno 2018 con l’ammontare delle rate scadute.

Condizione necessaria per poter accedere al beneficio della “rottamazione” è che venga effettuato il pagamento dell’importo residuo riferito alle rate scadute al 31 dicembre 2016 in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2018.
In caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento di tale importo l’istanza non potrà essere accolta.

In seguito, Agenzia delle entrate-Riscossione dovrà inviare una seconda comunicazione, entro il 30 settembre 2018.

  • In caso di accoglimento della domanda la Comunicazione conterrà: l’importo delle somme dovute ai fini della Definizione agevolata, la scadenza delle eventuali rate e i bollettini da utilizzare per il pagamento.
  • In caso di diniego della domanda la Comunicazione conterrà: le specifiche motivazioni per le quali la domanda non è stata accolta, ossia il mancato pagamento, entro il 31 luglio 2018 degli importi richiesti con la comunicazione del 30 giugno 2018.

Il pagamento dovrà essere effettuato in un’unica soluzione o in un massimo di 3 rate:

  • l’80% delle somme dovute in due rate di pari ammontare, rispettivamente entro il 31 ottobre ed entro il 30 novembre 2018;
  • il restante 20%, in un’unica rata, entro il 28 febbraio 2019.